di Vittorio Alessandro

Giunge notizia di 58 persone portate a Lampedusa dalla Guardia costiera: diciannove le vittime. Cinque, tra cui due bambini, sono in gravi condizioni. Sarebbero state soccorse — ma non ci sono informazioni istituzionali — in acque SAR libiche.

Diciannove.

E allora a uno come me, che si ostina a inseguire i numeri e per cui già un solo annegato è troppo, torna alla mente quel numero: diciannove, sentito ieri o l’altro ieri.

Saranno loro?, mi chiedo.

Non sono loro.

Quegli altri diciannove sono stati recuperati dalle autorità tunisine, nel loro mare. Ed altri ventuno non si trovano più.

Allora mi chiedo ancora: saranno quelli dell’avviso alle navi, sempre l’altro ieri?

«Qui è la Guardia costiera italiana che parla per conto di quella libica: un’imbarcazione con migranti a bordo procede verso Nord. Fate attenzione e, se doveste avvistarla, informate le autorità libiche».

Sarà quella, mi dico.

No — mi ferma un amico cronista — non è quella. Fidati.

Sono altri diciannove.

Questi non sono morti annegati. Sono morti di freddo.

Chissà come si chiamano.

Domani non ne parleremo più.

E ditemi se tutto sarà come prima.

Di Bac Bac