di Tano Siracusa

Il video monta un’ampia selezione di Maghreb, una mostra realizzata presso lo spazio espositivo di Art 4 fra aprile e maggio e di cui non esiste un catalogo. Il video è ora una traccia di quella mostra.
Sono tornato da poco dal Marocco, dove ho scattato qualche foto che non ho voluto aggiungere alle foto di Maghreb.
Ho visto velocemente, in 10 giorni, un paese separato al suo interno da grandi distanze geografiche, sociali ed economiche, diviso fra modelli occidentali di modernizzazione e persistenza di forme premoderne nelle campagne riarse dalla siccità, fra la costa e l’interno, fra le località investite dai flussi turistici, soprattutto interni, e le zone desertiche, lontane dalle autostrade, dove il sistema viario sembra quello di mezzo secolo fa. Fra la scintillante Stazione Ferroviaria di Marrakech e le strade polverose dei villaggi dove carretti, asini, Suv, furgoni, motociclette sobbalzano fra la grande folla del mercato che invade ogni spazio.
Per fotografare, per provarci, bisogna essere soli e avere tempo. Il tempo non era quelle delle soste, delle attese, degli appostamenti, tutto il tempo che ci vuole quando si fotografa per strada cercando di nascondersi.
E comunque quello che ho visto nelle medine a Essaouira, Marrakech, Tangeri, persino a Chaouen, era sopratutto folla di agosto, la folla della vacanza, dei turisti, che nasconde e stravolge i luoghi ovunque, a Palermo, a Firenze, a Venezia come a Rabat.
Nelle istantanee della mostra, tutte scattate su pellicole in bn dal 1983 al 2004, mi sembra che si manifesti un tempo sospeso, forse un attimo prima che tutto cambiasse, prima che la sterminata periferia della Tangeri moderna, ad esempio, diventasse una quinta ininterrotta di alveari condominiali, o un’anonima, moderna Asllah circondasse per chilometri la sua magnifica medina andalusa. Aggiungere qualche altra foto più o meno riuscita avrebbe autorizzato solo un dubbio sulla loro corrispondenza con la mia generale impressione visiva di un paese grande e complicato, attraversato troppo di fretta.
