di Tano Siracusa

Si arrampica di notte, enorme, mostruoso, lungo una strada deserta. Le finestre delle abitazioni sono serrate, come occhi ciechi. Tranne una, da dove si sporge con le braccia protese un uomo, piccolo come una formica.
“È solo” ha scritto l’autore sul bordo del dipinto. Come il protagonista della Metamorfosi di Kafka, al quale è impossibile non pensare.
Quest’opera di Giuseppe Agozzino, attualmente esposta in una mostra collettiva del A4 Group, appartiene a una nuova serie di suoi lavori, un “Bestiario” dove convergono l’abilità tecnica, l’estro grafico dell’artista agrigentino e una visionarietà che altera le proporzioni fra le figure, allarga e inclina i paesaggi, deforma la prospettiva, svia verso una realtà fantastica e allarmante, un mondo popolato da animali, spesso fuori scala rispetto agli uomini, offerta al semplice sguardo, alla sua capacità di stupirsi. In un panorama artistico dove le immagini chiedono spesso alle parole di prendersene cura, di ‘spiegarle’, questi lavori di Agozzino sembrano poterne fare felicemente a meno.

Di Bac Bac