di Davide Natale

Sembrano finalmente precisati gli scenari delle prossime elezioni a sindaco di Agrigento. A meno di stravolgimenti dell’ultimissima ora, possibili in uno scenario pur sempre fluido, candidati e schieramenti si stanno posizionando sulla propria immaginaria linea gotica, pronti al confronto elettorale con la città.
Da un lato il giovane Michele Sodano, non nuovo alla politica, circondato da meno noti candidati al consiglio comunale, e dall’altro il non conosciuto ai più, e un po’ meno giovane, Dino Alonge, che sembra esserne proprio la risposta elettorale, protetto da liste di candidati al consiglio comunale che verosimilmente saranno, come sempre, truppe inarrestabili. Entrambi i candidati posseggono un’aura di non conosciuto alla cittadinanza che deve esser svelato. Scelta strategica, o inevitabile, non saprei, di certo molto travagliata quella del centro destra, o meglio di una parte di esso.
Altra battaglia, direi sportivamente per il terzo e quarto posto, appare quella della Democrazia Cristiana (o quel che ne rimane dopo le note vicende giudiziarie dei suoi vertici siciliani), e di Lega e il movimento di Cateno De Luca per il candidato Luigi Gentile, anche lui noto per i suoi trascorsi politici. In ultimo la candidatura di Giuseppe Di Rosa, più o meno indipendente, di cui si ricorda qualche incatenamento davanti alla casa comunale, (io altro non ricordo), in una corsa che mi appare solitaria e garibaldina. Tant’è.
Questa in estrema sintesi la fotografia, che se non perfettamente a fuoco, sufficientemente nitida, e che apre anche a possibilità di opposte fazioni alla guida della città. Non inverosimile, infatti, l’ipotesi di un Sindaco di minoranza con una maggioranza a lui politicamente contrapposta in consiglio. Nulla di nuovo, ma pur sempre ipotesi che, qualora divenisse fatto, richiederebbe grande padronanza delle cose della politica per esser gestita. Vedremo cosa accadrà.
Ma nel frattempo dove siano programmi elettorali dei candidati (non gli slogan di questi giorni), le soluzioni immediate e a lungo termine, i modi e tempi, le visioni per il futuro non ci è dato sapere. Solamente qualche parola vacua, di circostanza, profluvi di intenzioni superficiali, molti sorrisi, dichiarazioni che appaiono più evanescenti che frutto di un precipitato maturo, condivisioni di circostanza a proposte giunte da ordini professionali e palazzi vescovili. Poco, molto poco di davvero convincente, innovativo o frutto di approfondita conoscenza della città e dei suoi radicati dilemmi.
Giorno 3 di maggio, a Piazza Ravanusella, alle ore 18,00, si discuterà di urbanistica e mobilità ad Agrigento. È occasione questa di grande importanza, perché come già più volte ribadito, è sulla gestione e la tutela del territorio che passa il futuro della città.
È un paradigma Piazza Ravanusella. Lo è anche perché incastonata nel cuore di una parte di centro storico del tutto ignorato dalla maggior parte degli agrigentini, quasi sconosciuto ai più e abitato quasi esclusivamente da non agrigentini che, per fortuna, lo hanno sottratto a certo inesorabile abbandono. Ma è anche un luogo voluto da un gruppo di giovani quale sede della loro attività imprenditoriale e ludica, e che oggi diviene sede per il dibattito politico sulla città, sul suo territorio e sul suo futuro. È auspicabile un’ampia partecipazione, uno sano scambio di idee e proposte di tutti i candidati a sindaco e al consiglio. Un momento in cui discutere delle proposte dell’architetto Lattaioli per la città, del piano di mobilità presentato anni addietro e oggi scomparso, degli strumenti urbanistici vigenti e in divenire, ma soprattutto di ciò che gli uomini e le donne che si propongono alla guida di Agrigento pensano, ciò che conoscono e ciò che davvero propongono, con certezza e concretezza, e dei tempi e dei modi per tutto questo. Per quale idea di città, in definitiva, hanno intenzione di spendersi, come mettere insieme le tante parti di Agrigento, la città dei sui abitanti e dei suoi turisti, dei suoi bambini e dei suoi anziani, del suo centro e delle periferie, della Valle e della quinta di palazzoni, della città greca e di quella arabo/normanna, di tutte quelle Agrigento che viviamo con enormi difficoltà quotidianamente ma senza nemmeno rendercene conto.
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foto di Tano Siracusa
