di Davide Natale

C’è una delibera del Consiglio comunale uscente che segna una precisa

volontà amministrativa, un paradigma immobile inciso sugli atti

pubblici. È il luglio del 2022 quando, presso aula Sollano, si

approva, di fatto, la trasformazione definitiva della oramai ex Villa

del Sole in un’area edificata. Sappiamo cosa è accaduto, cosa è stato

posto in essere. Responsabili, a vario titolo, di tale mostruosità

sono i consiglieri di maggioranza, alcuni dei quali riconfermati

plebiscitariamente a sedere sulla stessa seggiola, senz’anima,

Migliaia di cittadini hanno così premiato i loro rappresentanti, paghi

del loro operato e soddisfatti delle loro decisioni, del tutto ignari

della propria storia e del proprio patrimonio.

Inutili i cori di protesta di molti cittadini, le legittime opinioni

contrarie, a volte urlate, a volte ragionate, di chi vedeva, e

continua a vedere in quella scelta una follia urbanistica, del tutto

anacronistica, contraria a qualsiasi moderna, sostenibile,

intellegibile gestione del territorio. Fra questi anche il candidato

sindaco alle ultime elezioni Giuseppe Di Rosa, ultimo per preferenze

racimolate che, ricordo bene, tra interviste ed esposti, tuonava

contro lo scempio della villa.

Ma la politica è anche l’arte del compromesso, o meglio, del tutto è

possibile. E se anche l’orgoglio sicilian leghista ha fatto capolino

in questa ultima tornata elettorale, cosa mai può rappresentare un

risibile tentativo di apparentamento con il candidato Alonge? Ci sarà

sempre, in fondo, chi vorrà far passare l’idea che c’è seggiola e

poltrona, più o meno morbida o vellutata, dove potersi appagare.

Dall’altra parte il candidato Michele Sodano dichiara di voler tirare

diritto per la propria strada. È una buona notizia, anzi, è l’unica

notizia che si voleva ascoltare. Nonostante la schiacciante posizione

di minoranza in una sua auspicata elezione a Sindaco e le presumibili

grandi difficoltà, più politiche che amministrative, che eventualmente

dovrà affrontare.

Va sostenuta apertamente una scelta simile, va sostenuta pubblicamente

e senza indugio se non si vuole perder ancora quel poco, residuale,

margine di credibilità che a questa città, martoriata e mortificata,

rimane. E da qui con tenacia, lentamente, ripartire.

Di Bac Bac