Si è parlato in città a più riprese, soprattutto durante le campagne elettorali, dell’attivazione di una metropolitana di superficie. Una moderna infrastruttura per il trasporto di massa, in grado di collegare agevolmente Aragona e Porto Empedocle con il centro di Agrigento, effettuando fermate intermedie in prossimità dei quartieri satelliti, in particolare nelle zone di Fontanelle-San Michele e Villaseta-Monserrato. Un sistema di trasporto ecosostenibile, con elevata capacità di trasporto che, oltre al servizio urbano, avrebbe anche una funzione di adduzione al collegamento ferroviario a media percorrenza tra Agrigento, Palermo e l’aeroporto di Punta Raisi.

Di questa importante infrastruttura si parla ampiamente nel PUMS (Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile) approvato nel 2017, che mette in relazione la metropolitana con un sistema di parcheggi periferici (Aragona Caldare, Agrigento Bassa, Cugno Vela) e una serie di percorsi meccanizzati per agevolare la mobilità in centro storico. Il PUMS, purtroppo, finora è rimasto lettera morta: un semplice adempimento burocratico da lasciare nel cassetto.

Un fatto recente, che potrebbe cambiare le cose, è rappresentato dal nuovo contratto di servizio stipulato tra la Regione Sicilia e Trenitalia. Al punto 5 del programma di servizio si prevede, con inizio il 10 giugno 2026, data di entrata in vigore dell’orario ferroviario estivo, l’attivazione del servizio passeggeri sulla tratta Porto Empedocle–Agrigento Centrale, con fermate intermedie nella Valle dei Templi e alla stazione bassa. Si tratterà di un servizio permanente, realizzato con otto coppie di moderni treni minuetto. Sostanzialmente, dalla mattina alla sera, sarà effettuata una corsa ogni ora e mezza circa. Per la cadenza, non si configura proprio come un servizio metropolitano, ma sicuramente è un buon inizio.

Negli anni passati, le ferrovie avevano già provveduto a riqualificare la linea, con il rinnovo dell’armamento ferroviario, costituito da rotaie, traverse, deviatoi, scambi, intersezioni, dispositivi di dilatazione. Aggiungendo, poi, tecnologie avanzate per la sicurezza del trasporto ferroviario.

Questa modernizzazione della linea ferrata ha consentito da circa dieci anni lo svolgimento di un servizio di treni storici, in occasione di talune ricorrenze e in particolare durante la festa annuale del mandorlo in fiore. Ma si è trattato, finora, di un servizio occasionale svolto con vetture d’epoca: affascinanti per il valore di testimonianza storica che rappresentano, ma per niente indicate ad un regolare servizio di linea.  

Il collegamento in questione non sarà esteso come progettato nel PUMS, dal momento che il servizio contrattualizzato riguarda solo la connessione con Porto Empedocle, lasciando fuori il percorso Agrigento-Aragona, ma è comunque un fatto di grande importanza, perché introduce la scelta della ferrovia anche per collegamenti brevi. Peraltro, una volta attivata la tratta, le fermate sarebbero facilmente implementabili, includendo anche, come previsto dal PUMS, nuove fermate in prossimità della zona caos (casa di Pirandello) e del parcheggio di Cugno Vela, per intercettare il traffico in entrata in città dalla zona occidentale della provincia. Volendo, poi, con poco sforzo si potrebbe prolungare la linea dall’estremo della stazione di Porto Empedocle Succursale (con vista porto) fino alla stazione marittima, per intercettare il traffico delle navi passeggere. Il compito sarebbe agevole per la brevità del tragitto, poche centinaia di metri, e per la presenza, per buona parte ancora visibile, del sedimento ferroviario della vecchia linea. Una piccola tratta ferrovia che, considerata strategica, arrivava fin dentro il porto e sui moli per agevolare le operazioni di carico e scarico delle merci.

Questo nuovo servizio, per il momento avrà un impatto limitato sui flussi di traffico effettuati con i mezzi privati, ma ha una grande valenza emblematica, rappresentando una svolta decisa a favore del trasporto pubblico, con una visione ampia che prova a mettere in connessione la città con le sue periferie e i comuni vicini.

È un primo passo per l’attuazione di quell’ambizioso disegno di ricucitura di quell’area estesa e frammentata che gravita attorno al vecchio nucleo urbano di Girgenti. Un territorio vasto che comprende oltre 100.000 abitanti, bisognoso di un assetto urbanistico più ordinato. C’è da augurarsi che, in attesa delle inevitabili fanfare e del taglio del nastro il prossimo 10 giugno, la classe dirigente di questa città cominci da subito -siamo già in grave ritardo- a pensare seriamente alla redazione del nuovo Piano Urbanistico Generale, che dovrà interessare un ampio comprensorio, per ridisegnarne le interazioni e le modalità dell’abitare, a partire dal modo di spostarsi.

Di questo, purtroppo, si discute poco, quasi niente.

(Dal contratto Regione Sicilia-Trenitalia)

Una postilla

Se oggi sono ancora agibili sia il complesso edilizio della stazione di Porto Empedocle che la linea ferroviaria che la collega ad Agrigento Bassa, questo si deve soprattutto a due persone, che in ruoli diversi hanno operato, in modo rilevante, perché questa tratta non venisse abbandonata. Mi riferisco innanzitutto a Pietro Fattori, che con la sua associazione “Ferrovie Kaos” ha tenuto viva l’attenzione dell’amministrazione delle ferrovie. L’altra persona è Maria Iacono, che da parlamentare ha promosso la legge che disciplina le ferrovie storiche, consentendo l’utilizzo di linee in disuso situate in aree di pregio naturalistico o archeologico, salvaguardando e valorizzando i tracciati, le stazioni, le opere d’arte e i rotabili storici.