di Tano Siracusa

Negli anni ’80 Entropia di Jeremy Rifkin ha costituito per molti un testo di riferimento per misurare l’entità della crisi ambientale e climatica e l’incapacità delle tradizionali categorie di destra e di sinistra a riconoscerla e fronteggiarla. Un cambio di paradigma proposto mezzo secolo fa, largamente condiviso nella comunità scientifica, presente nella riflessione teologica degli ultimi pontefici, ma che non ha trovato finora riscontro nelle analisi e nelle scelte di chi governa il mondo. In un’intervista di oggi su Repubblica, l’economista statunitense individua nelle nuove generazioni l’ “ultima speranza” per cercare di ricostruire un contesto ambientale compatibile con la sopravvivenza dell’umanità.
Si dichiara cautamente fiducioso: “Stiamo entrando nell’epoca della sesta estinzione di massa, la prima da 65 milioni di anni a questa parte. Qualcuno che se ne è accorto c’è: i giovani. Sarà proprio la generazione Z ad affrontare un problema che riguarda la loro stessa sopravvivenza”.
Secondo Rifkin i giovani della generazione Z “sono riusciti a superare le barriere nazionali, hanno lanciato un messaggio che non è solo ecologico, ma politico, economico e sociale insieme. Non hanno bisogno di rappresentanza politica. Sono loro i nuovi politici. New York ha un sindaco di 35 anni”.
Quasi coetaneo di Michele Sodano, nuovo sindaco di Agrigento.
L’interconnessione, la generale interdipendenza, il rimbalzo reciproco fra locale e globale, costituisce il loro orizzonte quotidiano, quello di una generazione cresciuta con internet e i cellulari. La sfida che la nuova Amministrazione di Agrigento dovrebbe accettare è, nel quadro delineato da Rifkin, il cambio di paradigma, la sostituzione del “vecchio manuale delle regole con uno nuovo”. Qualche segnale in questa direzione il nuovo sindaco l’ha data, e non solo sul piano della comunicazione. Per la prima volta, ad esempio, viene assegnata una delega assesoriale al PUMS, Piano di mobilità sostenibile.
Si tratta di un tema che proietta Agrigento negli scenari globali e di lungo periodo indicati da Rifkin. Sotto il profilo della mobilità Agrigento è una città interamente plasmata dalle regole del ‘vecchio manuale”, irrazionale, antiecologica.
Il PUMS, approvato nel 2017 dal Consiglio Comunale, ridisegna il modo di vivere e abitare la città sulle coordinate di “nuove regole”, peraltro sperimentate con successo in molte città dagli anni ’80. Metropolitana di superficie, parcheggi esterni al centro storico, scale mobili, ascensori, potenziamento del trasoporto pubblico su mezzi elettrici. Su questo tema si è pubblicamente discusso ad Agrigento, grazie anche ai contributi recenti di Paolo Lattaioli, senza che le precedenti amminisrazioni del Comune siano mai intervenute. Il cauto ottimismo di Rifkin è d’obbligo. Alla fine sarà comunque su questi temi che si valuterà, anche dall’osservatorio agrigentino, quanto sia fondata quest’ “ultima speranza” dell’auotore di Entropia.
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foto T. Siracusa
