Un accordo che potrebbe segnare una svolta nel percorso di Agrigento verso la sostenibilità energetica e la lotta ai cambiamenti climatici. È quello sottoscritto a New York, in occasione della Climate Week, dal sindaco Michele Sodano, con l’adesione del Comune alla campagna mondiale 100×100 e alla 100% RES Islands Initiative.
Con questa scelta, Agrigento viene indicata come la prima municipalità italiana e dell’Europa continentale a aderire alle due iniziative internazionali, assumendo un impegno sul fronte della transizione verso un modello energetico fondato sulle fonti rinnovabili.
Prima di analizzare le possibili ricadute dell’accordo, è però necessario ripercorrere gli strumenti amministrativi attraverso i quali il Comune ha affrontato negli anni il tema del risparmio energetico e della riduzione delle emissioni climalteranti.

Il Patto dei Sindaci
Un passaggio fondamentale è rappresentato dal Patto dei Sindaci, lanciato dalla Commissione europea nel 2008 con l’obiettivo di coinvolgere direttamente le amministrazioni locali nelle politiche di sostenibilità energetica e ambientale.
L’iniziativa nasce dalla volontà di mobilitare le città europee e responsabilizzare le autorità locali nel raggiungimento degli obiettivi comunitari legati all’efficienza energetica, alla riduzione delle emissioni e alla diffusione delle fonti rinnovabili.
Nel 2015, con l’evoluzione degli obiettivi europei al 2030, il percorso del Patto dei Sindaci viene ulteriormente ampliato. Alle politiche energetiche si affianca in maniera strutturale il tema dell’adattamento ai cambiamenti climatici.
Nasce così il PAESC, Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima, uno strumento che allarga il campo d’intervento delle amministrazioni locali, chiamate non soltanto a ridurre le emissioni di gas serra, ma anche a preparare i propri territori agli effetti del cambiamento climatico.
La predisposizione del PAESC rimane una scelta volontaria per le amministrazioni comunali, ma nel corso degli anni il suo ruolo è diventato sempre più rilevante nelle politiche territoriali. Diverse Regioni italiane hanno infatti previsto forme di finanziamento dedicate e introdotto il possesso o la predisposizione del piano tra gli elementi di valutazione delle proprie politiche di programmazione energetica e ambientale.
IL PAESC di Agrigento

Il percorso del PAESC, prende formalmente avvio con l’approvazione unanime da parte del Consiglio comunale il 17 dicembre 2020. Un passaggio importante per l’amministrazione cittadina, anche in relazione alla possibilità di accedere alle opportunità di finanziamento collegate alle politiche europee per la transizione energetica.
Il piano viene quindi trasmesso agli uffici competenti il 14 gennaio 2021. L’8 febbraio 2022 l’amministrazione comunale annuncia l’approvazione definitiva del piano da parte della Commissione europea, aprendo la strada a una serie di interventi finalizzati alla riduzione delle emissioni di CO₂ e all’aumento della resilienza del territorio.
Il piano si articola in due macro-strategie: azioni di mitigazione (per abbattere le emissioni di gas serra del 40-55%) e azioni di adattamento (per proteggere il territorio dai rischi climatici).
Gli interventi principali pianificati dal Comune sono suddivisi in quattro settori chiave:
1. Edifici Pubblici e Illuminazione
Il comparto municipale è il primo ambito di intervento diretto del Comune:
- Efficientamento energetico delle scuole: Isolamento termico, infissi a taglio termico e sostituzione delle vecchie caldaie con pompe di calore ad alta efficienza.
- Illuminazione pubblica a LED: Sostituzione progressiva dei vecchi punti luce cittadini con lampade a LED a basso consumo e introduzione di sistemi di telegestione per parzializzare l’intensità luminosa nelle ore notturne centrali.
- Impianti fotovoltaici sui tetti comunali: Installazione di pannelli solari sugli edifici pubblici (uffici e scuole) per autoconsumo energetico, supportata anche dalla recente transizione verso l’obiettivo 100% rinnovabili.
2. Mobilità e Trasporti
La riduzione del traffico veicolare privato e l’abbattimento delle emissioni stradali rappresentano una priorità del piano:
- Rinnovo della flotta comunale: Sostituzione dei mezzi di servizio obsoleti dell’amministrazione con veicoli elettrici o ibridi.
- Infrastrutture di ricarica: Predisposizione di una rete capillare di colonnine di ricarica pubblica per veicoli elettrici in tutta la città.
- Mobilità dolce e ciclabile: Sviluppo di percorsi pedonali e ciclabili per collegare meglio il centro urbano con le aree periferiche e i nodi di trasporto.

3. Edifici Residenziali e Terziario (Privati)
Il PAESC agisce indirettamente sulla cittadinanza promuovendo la transizione energetica privata:
- Promozione delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER): Incentivazione della nascita di coalizioni tra cittadini, imprese e comune per produrre e condividere energia da fonti rinnovabili a livello locale.
- Snellimento burocratico: Semplificazione delle procedure comunali per l’installazione di pannelli fotovoltaici e solari termici sui tetti privati.
- Sensibilizzazione e informazione: Attivazione di sportelli informativi energetici per guidare i cittadini all’accesso ai bonus edilizi nazionali e regionali per l’isolamento termico.
4. Adattamento ai Cambiamenti Climatici
Misure progettate per aumentare la resilienza di Agrigento di fronte a eventi climatici estremi (ondate di calore, siccità e bombe d’acqua):
- Forestazione urbana e aree verdi: Piantumazione di alberi e ampliamento delle aree verdi urbane per contrastare l’effetto “isola di calore” estivo, specialmente nelle zone più cementificate.
- Gestione delle acque piovane: Interventi di manutenzione straordinaria e adeguamento della rete di drenaggio urbano per prevenire gli allagamenti durante le piogge intense.
I finanziamenti legati all’attuazione del PAESC di Agrigento possono derivare da diversi canali istituzionali (regionali, nazionali ed europei) pensati appositamente per sostenere gli enti locali che si dotano di questo strumento strategico.
Avere un PAESC approvato è un requisito fondamentale o una premessa premiante per accedere a specifici fondi, che nel caso di Agrigento si articolano principalmente in tre direttrici:
1. Risorse di Agenda Urbana
2. Risorse stanziate con la programmazione FESR Sicilia (Fondi Europei e Regionali)
3. Nuove Partnership Internazionali
In questa terza possibilità di finanziamento si inquadra l’accordo concluso durante la Climate Week, il più grande evento annuale al mondo dedicato alla crisi climatica e alla sostenibilità, tenutosi dal 20 al 27 settembre 2026, in concomitanza con l’assemblea generale dell’ONU, ideata e promossa dall’organizzazione internazionale no-profit Climate Group.

Agrigento città pilota
Nell’ambito della Settimana del Clima, il sindaco Michele Sodano ha firmato a New York un protocollo con la Greening the Islands Foundation (GTI) e la Blue Planet Alliance (BPA) per traghettare la città verso il 100% di rinnovabili entro il 2045. Questo accordo, pur non gravando sulle casse comunali, mette a disposizione di Agrigento strumenti di finanza verde e l’inserimento in canali di finanziamento internazionali per accelerare i progetti previsti dal piano climatico.
Gli obiettivi principali del protocollo
- 100% Rinnovabili entro il 2045: La città si impegna a raggiungere la totale indipendenza dai combustibili fossili entro il 2045 (coincidendo simbolicamente con il centenario della nascita dell’ONU) o anche prima.
- Applicazione dell’Island Model: Agrigento farà da “città pilota” sperimentando sulla terraferma i modelli di autosufficienza energetica e resilienza tipici delle isole. L’iniziativa è supportata da grandi agenzie come l’UNDP (Nazioni Unite) e l’IRENA (Agenzia internazionale per le energie rinnovabili – International Renewable Energy Agency)
Programma “300 Million Solar Homes”
Attraverso il Global Solar Council (l’associazione mondiale del fotovoltaico, di cui è vicepresidente l’italiano Gianni Chianetta) la città entra in questo network globale mirato a sviluppare capillarmente sistemi fotovoltaici e di accumulo a beneficio diretto di famiglie, imprese locali e strutture pubbliche.
Cosa prevede l’assistenza tecnica e come funziona la finanza
Un aspetto fondamentale chiarito riguarda la natura economica dell’intesa:
- Nessun costo per le casse comunali: Il supporto strategico e la pianificazione da parte degli esperti di GTI e BPA avvengono a costo zero per il Comune.
- Nessun finanziamento diretto degli impianti: Il protocollo non regala fondi diretti per la costruzione fisica dei pannelli o delle centrali.
- Cosa faranno i partner: Le fondazioni guideranno Agrigento nella stesura di una roadmap tecnologica e normativa su misura, creando pacchetti progettuali e attivando canali di finanza verde internazionale per attrarre grandi investitori privati ed europei sul territorio.
L’obiettivo finale è abbattere il costo delle bollette per i cittadini agrigentini, trasformando al contempo la città in un laboratorio di transizione energetica replicabile in tutto il bacino del Mediterraneo.
L’attivazione del programma 300 Million Solar Homes ad Agrigento, promosso in partnership con il Global Solar Council, quindi, non prevede un’erogazione automatica di contributi, bensì un percorso tecnico e strategico in più fasi. L’accordo firmato a New York rappresenta il punto di partenza per strutturare i progetti sul territorio.

I prossimi passi operativi definiti dall’amministrazione per portare i pannelli fotovoltaici e i sistemi di accumulo nelle case delle famiglie agrigentine prevedono:
1. Definizione della Roadmap Energetica su misura
Il primo passo formale consiste nel tavolo tecnico tra il Comune e gli esperti della Greening the Islands Foundation e della Blue Planet Alliance. Insieme elaboreranno la roadmap tecnologica e normativa specifica per la città di Agrigento. Questo documento mapping identificherà le aree urbane prioritarie, il potenziale solare dei tetti privati e i fabbisogni energetici della popolazione.
2. Creazione di Pacchetti Progettuali “bancabili”
Per attrarre i capitali necessari senza gravare sul bilancio comunale, la strategia prevede la trasformazione delle linee guida in progetti concreti e strutturati. Questi pacchetti verranno presentati a grandi investitori internazionali e istituti di finanza verde per ottenere formule di finanziamento agevolate o modelli come il noleggio operativo e il Solar-as-a-Service (dove le famiglie installano i pannelli senza costi iniziali, pagando solo l’energia prodotta a tariffa scontata).
3. Interlocuzione istituzionale con i Partner Globali
Il Comune aprirà un confronto con grandi istituzioni internazionali per sostenere lo sviluppo del piano, tra cui l’IRENA (Agenzia internazionale per le energie rinnovabili), l’UNDP (Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo) e la Global Renewables Alliance.
4. Integrazione con i Bandi Regionali esistenti
Mentre la roadmap internazionale prende forma, i passi operativi sul territorio dovranno intersecarsi con gli strumenti di finanziamento pubblico già attivi nella Regione Siciliana, come i finanziamenti a tasso zero per il fotovoltaico residenziale gestiti tramite l’IRFIS FinSicilia per il contrasto alla povertà energetica. Il Comune potrà agire da facilitatore per aiutare le famiglie ad agganciare queste risorse.
5. Campagne di informazione e Sportelli per i Cittadini
Una volta definiti i modelli finanziari del programma Solar Homes, l’amministrazione dovrà avviare la fase di coinvolgimento della cittadinanza tramite sportelli informativi dedicati. I cittadini potranno verificare la fattibilità tecnica del proprio tetto e comprendere le modalità di adesione per abbattere i costi delle proprie bollette.
I modelli di finanza verde applicati al fotovoltaico domestico
Sono strumenti che servono a superare la barriera del costo iniziale dell’impianto. Invece di richiedere un investimento alle famiglie o pesare sulle casse del Comune, questi modelli attirano grandi capitali privati esteri, fondi di investimento ESG (ambientali, sociali e di governance) o banche di sviluppo, offrendo vantaggi economici immediati.

Nel contesto di iniziative globali come quella avviata ad Agrigento, i modelli finanziari più utilizzati e adatti alle famiglie si basano su tre meccanismi principali:
1. Il Modello “Solar-as-a-Service” (PPA Domestico)
È lo schema più diffuso per i progetti internazionali su larga scala. Il fondo d’investimento o il partner tecnologico gestisce l’intero processo a proprie spese.
- Costo iniziale zero: L’investitore paga la progettazione, l’acquisto e l’installazione dei pannelli e delle batterie sul tetto della famiglia.
- Nessun costo di manutenzione: La proprietà dell’impianto resta del fondo o del fornitore, che si occupa anche delle riparazioni e delle assicurazioni.
- Il vantaggio per la famiglia: La famiglia non compra l’impianto, ma stipula un accordo a lungo termine per acquistare l’energia prodotta dal proprio tetto a una tariffa bloccata e fortemente scontata rispetto a quella della rete elettrica tradizionale, abbattendo subito la bolletta.
2. Finanziamenti tramite “Green Bonds” (Obbligazioni Verdi)
Le fondazioni internazionali o i consorzi di imprese emettono sul mercato finanziario globale dei titoli di debito dedicati esclusivamente a scopi ambientali (Green Bonds).
- Raccolta dei capitali: Investitori istituzionali mondiali acquistano questi titoli accettando rendimenti stabili, poiché i fondi sono destinati a progetti sicuri (la transizione energetica delle città).
- Ricaduta sulle famiglie: La liquidità raccolta viene usata per finanziare la conversione solare di interi quartieri o lotti di case ad Agrigento. Questo permette di acquistare i componenti (pannelli, inverter, batterie) in enormi stock, riducendo drasticamente i costi di installazione per singolo utente.
3. Modello “Pay-as-You-Save” (Paga mentre risparmi)
Questo meccanismo lega il pagamento dell’impianto direttamente al risparmio economico generato sui consumi energetici.
- Meccanismo di rimborso: L’impianto viene installato senza anticipi. La famiglia continua a pagare una quota periodica che è matematicamente inferiore al risparmio ottenuto in bolletta grazie all’energia solare.
- Esempio pratico: Se l’autoconsumo fa risparmiare 100€ al mese di energia elettrica, la quota di riscatto/servizio dell’impianto viene fissata a 60€. La famiglia ottiene un guadagno netto immediato di 40€ al mese, e nel tempo diventa proprietaria dell’impianto.
Programmi di incentivazione per l’energia solare
Per accedere ai programmi di assistenza solare per le famiglie – sia nell’ambito di iniziative internazionali come il modello Solar Homes, sia tramite i bandi pubblici regionali e nazionali (come il Fondo Nazionale Reddito Energetico gestito dal GSE o i bandi dell’IRFIS FinSicilia) – i requisiti richiesti si dividono generalmente in tre categorie: economici, tecnici e burocratici.

1. Requisiti Economici e Sociali (Povertà Energetica)
I programmi di assistenza e supporto gratuito o agevolato mirano a contrastare la povertà energetica, concentrandosi sulle fasce della popolazione che faticano a sostenere i costi delle bollette:
- Limiti ISEE: Per i bandi pubblici nazionali (Reddito Energetico), l’ISEE del nucleo familiare non deve superare i 15.000 euro (oppure 30.000 euro in presenza di almeno quattro figli a carico).
- Residenza anagrafica: Il richiedente deve essere residente nell’immobile per il quale viene richiesta l’installazione dei pannelli.
2. Requisiti Tecnici e Strutturali dell’Immobile
L’edificio deve garantire la fattibilità tecnica per consentire ai pannelli fotovoltaici di produrre energia in modo efficiente e sicuro:
- Titolo di proprietà o godimento: Il beneficiario deve essere proprietario dell’immobile, oppure titolare di un diritto reale di godimento (es. usufrutto) o locatario con il consenso esplicito e scritto del proprietario.
- Idoneità del tetto e orientamento: La superficie del tetto deve avere un’esposizione solare adeguata (preferibilmente a Sud, Sud-Ovest o Sud-Est) e non deve essere soggetta a ombreggiamenti significativi (dovuti ad alberi, montagne o altri edifici).
- Superficie minima e stabilità: Il tetto deve disporre di spazio sufficiente per ospitare la taglia minima dell’impianto prevista dal programma (solitamente tra i 2 kW e i 6 kW) e la struttura deve essere staticamente idonea a sostenere il peso dei pannelli.
3. Requisiti Burocratici e di Conformità Urbanistica

Le agevolazioni pubbliche e i progetti internazionali richiedono la massima trasparenza e regolarità documentale:
- Conformità urbanistica e edilizia: L’immobile deve essere totalmente in regola dal punto di vista edilizio. Non è possibile installare o finanziare impianti su edifici che presentano eventuali abusi non sanati.
- Assenza di vincoli ostativi: L’area non deve essere sottoposta a vincoli storici, artistici o paesaggistici assoluti che vietino l’installazione di pannelli visibili. Nei centri storici (come in alcune zone di Agrigento), le installazioni potrebbero richiedere autorizzazioni speciali della Soprintendenza o l’utilizzo di soluzioni integrate (es. tegole fotovoltaiche)
Il ruolo di Agrigento come “Città Pilota”
In questo scenario, il Comune di Agrigento assume il ruolo di aggregatore, facilitatore e garante istituzionale del progetto.
Un investitore internazionale difficilmente strutturerebbe un’operazione finanziaria sulla singola abitazione di un privato. Diverso è il caso in cui l’Amministrazione comunale metta a disposizione, all’interno di una roadmap ufficiale come il Piano 100×100, una platea potenziale di migliaia di famiglie interessate a partecipare a un programma organico di riqualificazione energetica.
L’aggregazione della domanda consente infatti di trasformare migliaia di interventi individuali in un unico programma territoriale, con obiettivi, criteri, procedure e tempi definiti. Questo può ridurre la frammentazione operativa e i costi di transazione, facilitare la standardizzazione degli interventi e rendere più agevole la costruzione di un’operazione finanziaria di dimensione significativa.
Il Comune, pertanto, non deve necessariamente sostenere direttamente il costo degli interventi: il suo valore aggiunto consiste nel creare l’ecosistema istituzionale e organizzativo capace di mettere in relazione cittadini, operatori tecnologici, soggetti finanziari e investitori.
Agrigento può così diventare una Città Pilota, dimostrando come un’Amministrazione locale possa trasformare una moltitudine di esigenze individuali in un programma territoriale strutturato, replicabile e potenzialmente attrattivo per capitali privati e istituzionali.

Le sinergie tra PAESC e PUMS
Sono evidenti le sinergie tra il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC) e il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS). Due strumenti che si intrecciano, si integrano e si completano, perché entrambi concorrono a un obiettivo comune: trasformare Agrigento in una città più smart, sostenibile, accessibile e rispettosa dell’ambiente e del paesaggio.
Una città, in definitiva, più vivibile, nella quale la mobilità, la qualità dello spazio urbano, l’efficienza energetica e la tutela ambientale siano parte di una visione unica e coerente.
Il nostro Comune si è dotato da tempo di entrambi questi strumenti di pianificazione. Eppure, fino a oggi, non ne è stata concretamente attuata una sola riga. La programmazione è rimasta, in larga parte, sulla carta, senza tradursi in interventi capaci di incidere realmente sulla qualità della vita dei cittadini.
Oggi, però, esistono le condizioni per imprimere una svolta radicale.
È arrivato il momento di passare dalle enunciazioni ai fatti, dalla pianificazione alla realizzazione, dalla programmazione sulla carta alla progettazione operativa e concreta.
PAESC e PUMS non devono più essere semplicemente due documenti da consultare, ma devono diventare strumenti di governo della città, capaci di orientare investimenti, opere pubbliche, mobilità, riqualificazione urbana e politiche ambientali.
La sfida, adesso, è trasformare gli obiettivi già individuati in progetti, risorse, cantieri e risultati misurabili, restituendo ad Agrigento una prospettiva di sviluppo sostenibile per una città più moderna, efficiente e vivibile.
