in tanti punti della settimana 

di Daniele Moretto 

 

·     Il cronista che ha scelto la vita. Sami al-Ajrami, qualche giorno fa, ha lasciato la Striscia di Gaza. Scelta inattesa. Pensavamo, noi lettori, che aver messo in salvo le figlie (due gemelle, ora in Francia) gli avrebbe permesso di dedicarsi al suo lavoro senza l’angoscia di perderle. Sotto una bomba. O che altro. Pensavamo questo, egoisticamente. Perché lui, a rischio di siccità e carestia, era divenuto la nostra fontana quotidiana del vero. Preciso, lucido, il suo diario di guerra (su “la Repubblica”) leniva in realtà la nostra angoscia. Riuscivamo, di sbieco, a vedere i suoi compagni di tragedia, i palestinesi. La gente conosciuta per strada, al confine tra vita e morte. Che noi, abituati a stare al sicuro, non sappiamo come aiutare. Un popolo di cui è impossibile immaginare il dramma. Che Sami riusciva a mostrarci. Davamo per scontato che durasse. Quanto l’assurdo. Che durasse il piccolo miracolo. Il barlume di vita dalla terra davvero desolata. 

Fino all’ultimo articolo su “la Repubblica”, in cui ci ha parlato di se stesso. Della paura di perdere la propria vita. L’assurdità a livelli insopportabili. Un pilota costretto ad auto-espellersi. Non c’è più ruolo. Né missione. Solo mettersi in salvo. Presto. Ora!

·     Intrigo internazionale. a) Il Daesh attacca la Russia. L’Occidente cristiano (per modo di dire) condanna il terrorismo islamico. b) Lo stesso Occidente che ha condannato la Russia per l’attacco all’Ucraina. Con tanto di sanzioni, in fin dei conti inutili. L’economia di guerra è sana, ripiana le sue stesse voragini. (Secondo Tremonti “la guerra è una chance eccezionale per l’Europa!” – Blob, 23 aprile).  c) In realtà, le sanzioni compensano la penosa mancanza di idee di ben ventisette paesi. Incapaci di una pur minima iniziativa diplomatica. d) L’Iran contrattacca (non) colpendo Israele. Con decine di droni praticamente innocui. I membri del G7: sanzioni contro l’Iran. e) Nessuna sanzione viene invocata contro Israele, che pure occupa la Palestina dal 1948. Che sta cercando una “soluzione finale” di cui dovrebbe aver memoria. Per non ripeterla! f) L’Italia invia armi all’Ucraina, ma Salvini esalta Putin in modo spudorato, mettendo a disagio la Meloni. Del come essere nemici e complici. g) Biden ha inviato armi a Israele per mesi, ha posto il veto contro il ‘cessate il fuoco’ proposto dall’ONU. Ora, in vista delle elezioni, fa il moderatore degli impeti israeliani. Etc., etc. La sfilza delle contraddizioni è lunga.

·     Vincitori e vinti.  Dunque nessunAndrej Rublev, nessun Dostevskij, nessun Tolstoj. Futuristi. Pasternak. Brodskij. Spirito di Sacharov. Di Solzenicyn. Né l’intero drappello di scienziati, artisti, scacchisti, sportivi, ballerini dissidenti ha avuto la meglio? Impossibile? Inevitabile che vincesse chi è perfino impossibile definire idiota? Ha vinto dunque un potere sempre privo di senso – di sensi? Senza un brandello d’anima? Che solo sa brandire una spada di ferro arrugginito, riverniciata per le parate? E colpisce alla cieca, recidendo fiori su fiori, dissanguando la propria terra. Lui però resta cieco, i fiori guardano.

·     Videogames. La violenza di questi mesi ha una nuova qualità, l’ostentazione. Del macabro. Dei propri trofei di guerra. Le risate smargiasse nel colpire i bersagli. Figure che si muovono sul quadrante, fuoco, ora sono immobili. Una vita non c’è più. O decine di vite, in un istante.  Riverse sul selciato. Mute, ormai. Nemmeno il rumore del respiro. Mentre qualcuno esulta. Chi sono questi assassini che sghignazzano avendo dato morte a… dei propri simili?  Come sono arrivati a questo punto? Che vita (non) hanno vissuto? Di che si sono nutriti? Dal modo di re-agire sembrano non più capire la differenza. Tra vita e videogames. Tra vita e tutto ciò che, lentamente o in un attimo, la cancella.

Strade palestinesi

Le vie della mia città non hanno nome.
Se un cecchino o un drone uccide un palestinese,
diamo il suo nome alla strada.
I bambini imparano meglio i numeri
quando possono contare quante case o scuole
sono state distrutte, quante madri o padri
sono stati feriti o incarcerati.
Gli adulti in Palestina usano la carta d’identità
per non dimenticare
chi sono.

Mosab Abu Toha

Dalla raccolta: “Cose che potresti trovare nascoste nel mio orecchio: poesie da Gaza,

  2022, City Lights.

Aprile 2024 – “Il punto” n. 19

rubrica di Daniele Moretto 

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immagine: dipinto di Kahled Hourani

Di Bac Bac