Il 6 dicembre 2023 verrà ricordato dagli agrigentini come una brutta data. Quel giorno segnerà la scomparsa della Villa del Sole così come l’abbiamo conosciuta nei suoi 52 anni di esistenza: imponenti pini, maestosi ficus, cedri, cipressi e altre essenze di macchia mediterranea spazzati via nel giro di poche ore nell’incredulità generale. Viene a mancare un polmone verde, un piccolo bosco cittadino, ma scompare anche un pezzo della nostra memoria collettiva. Viene meno quel supporto materiale a cui si aggrappano tanti ricordi personali e collettivi legati a vissuti individuali, familiari o intrecciati a tanti eventi pubblici che la Villa del Sole ha ospitato nel suo mezzo secolo di vita. Per ciò che mi riguarda, sono particolarmente cari i ricordi e le immagini delle tante feste dell’Unità degli anni ’70 e ’80. 

(Villa del Sole, oggi)

La storia 

La Villa del sole sorge in un’area sulla quale un tempo insisteva la caserma militare Francesco Crispi, realizzata sul finire del ‘900. La caserma venne distrutta nel luglio del 1943 in seguito agli eventi bellici della Seconda guerra mondiale che portarono le truppe angloamericane all’occupazione della Sicilia. I ruderi della caserma furono assegnati nel 1955 dalla Regione al comune di Agrigento che si limitò alla rimozione delle macerie, senza finalizzare l’area a qualsivoglia destinazione urbanistica. Solo nel 1966, in seguito alla frana del rione Santa Croce, che causò migliaia di sfollati, quella distesa deserta venne utilizzata per l’allestimento di una tendopoli provvisoria per l’ospitalità dei senzatetto. Qualche anno dopo, grazie soprattutto ad un progetto elaborato da Pippo Flora – musicista, compositore, grande appassionato di teatro, ma anche agronomo – si fa strada l’idea di costruire in quel sito una villa comunale. L’intento era quello di ripagare in qualche modo gli agrigentini della sciagurata decisione del 1949 (sindaco Mario Bonfiglio) di distruggere e cementificare la storica Villa Garibaldi. I lavori vengono appaltati nel 1968 e la Villa inaugurata nel 1971. Oltre alle piante, un parco giochi, una grande vasca con i pesci e un mini-zoo (per la verità molto triste da vedere con le scimmie in gabbia), la Villa ospitava anche alcuni edifici destinati alla scuola materna. La struttura ha funzionato bene fino a qualche anno fa quando, per mancanza di manutenzione dei vialetti e della potatura degli alberi, venne dichiarata inagibile e con ordinanza sindacale dell’11 maggio 2021 chiusa alla fruizione pubblica. Si parlò di chiusura provvisoria, in attesa di ripristinarne l’agibilità. Ad Agrigento, però, nulla è più definitivo di ciò che è presentato come provvisorio (vedi la chiusura dei sottopassaggi di piazza Marconi, la chiusura dei bagni pubblici, la chiusura della piscina comunale, etc…). Da allora la Villa del sole non è più stata riconsegnata alla città. 

(Villa del Sole, com’era)

Il nuovo progetto: dalla manutenzione alla devastazione

A dieci giorni dal provvedimento di chiusura, il 21 maggio 2021, la giunta comunale decide, con la delibera n. 83, l’approvazione di un progetto dal valore di 3.000.000 di euro per la “Manutenzione straordinaria dell’edificio scolastico scuola materna Villa del Sole e realizzazione di un polo per l’infanzia”. La Villa ricade nella zona urbanistica G3. Tale misura comprende le aree di uso pubblico sistemate con specie vegetali (prative, arbustive o di alto fusto) adatte per la ricreazione, il gioco, il riposo, la rigenerazione dell’ossigeno, il filtraggio dei rumori e dello smog, la creazione di paesaggi alternativi alle masse edificate. Le aree G3 comprendono, oltre agli spazi a verde, percorsi pedonali e ciclabili, spiazzi per il gioco (non recintati), elementi edilizi di arredo e servizio (pergole, fontane, gazebo, chioschi, servizi igienici, etc..). Appare chiaro dalla normativa a cui è sottoposta l’area della Villa che nessun intervento relativo a nuovi edifici è possibile: si può trasformare l’edificato in verde, ma non il verde in edificato. Pertanto, nella delibera della giunta comunale si parla solo di “Manutenzione straordinaria” del manufatto esistente. 

Ma al di là dell’intestazione della delibera, le intenzioni di chi sta guidando l’operazione di trasformazione della Villa sono ben altre è ben più invasive. La giunta, però, si guarda bene dal presentare il progetto alla città, di discuterne i contenuti con i partiti, le associazioni culturali, gli ordini professionali, gli intellettuali, l’opinione pubblica, come avrebbe dovuto fare doverosamente, visto l’impatto enorme dell’intervento che si sta realizzando sull’arredo urbano della città, con la cancellazione di fatto della Villa preesistente.

Presagendo l’opposizione della città, gli amministratori evitano di avviare qualsiasi confronto e fanno di tutto per sterilizzare anche qualunque possibile intervento del consiglio comunale, mettendolo sostanzialmente di fronte al fatto compiuto.

L’amministrazione comunale, nel predisporre lo schema di proposta di deliberazione definitiva, nel luglio del 2022 cambia le carte in tavola: non si parla più di manutenzione straordinaria, bensì di “Realizzazione di una scuola materna Villa del Sole con annesso Polo per l’infanzia”, cioè di costruzione di un edificio ex novo. A questo punto, il progetto necessita di una variante al PRG vigente, di competenza del consiglio comunale. Ma, pur avendo avuto tutto il tempo a disposizione, la giunta invia al consiglio comunale la delibera di variazione, con tutti i voluminosi documenti progettuali allegati, solo in prossimità della scadenza dei termini del bando ministeriale. Precisamente, la giunta fa pervenire alla presidenza del consiglio la richiesta di inserimento all’ordine del giorno dell’approvazione del progetto e della relativa variante del PRG con nota 50017 del 25 luglio 2022. I consiglieri ricevono le centinaia di pagine del progetto, della richiesta di variante e delle relative autorizzazioni degli enti coinvolti la mattina del 26 luglio. Il consiglio comunale è convocato per il pomeriggio dello stesso giorno: non c’è il tempo di leggere e capire quella montagna di carte. Tuttavia, non è possibile rinviare il punto per approfondire l’argomento, perché la scadenza dei termini per la presentazione del progetto al ministero è fissata per il 28 luglio 2022, cioè tra due giorni. Inoltre, seguendo l’ordine cronologico di presentazione, il punto è inserito in dodicesima posizione nell’ordine del giorno, con il rischio di non arrivare alla votazione entro la seduta. Allora, occorre prelevare l’argomento e porlo in discussione subito, poi bisogna votare l’immediata esecutività della delibera (non si possono aspettare i tempi della pubblicazione nell’albo pretorio) e trasmettere tutto con urgenza all’assessorato regionale all’urbanistica territorio e ambiente, per l’approvazione definitiva della variante al PRG.
Il dibattito in consiglio comunale dura pochissimo. Solo due consiglieri intervengono per lamentare il poco tempo a disposizione per visionare il progetto ed avanzare due richieste: chiarimenti sulla redazione della variante al PRG e sulla disposizione che prevede la possibilità di affidamento ai privati della gestione del futuro asilo e scuola materna (punto questo molto controverso, di cui non è stata esplicitata la paternità, nonché foriero di possibili sviluppi clientelari).
Sostanzialmente nessun consigliere ha capito in cosa consistesse nel dettaglio l’intervento alla Villa del Sole e altrettanto si può dire dell’assessore Gerlando Principato, che nel suo intervento illustrativo del progetto ne fa una descrizione approssimativa e, riferendosi ai colleghi di giunta, afferma candidamente : “noi abbiamo visto già un pochettino il progetto”. Solo un pochettino egregio assessore, non tutto il progetto, quindi? Non passa per la mente dell’assessore l’idea che sarebbe suo preciso dovere conoscere a menadito tutte le carte, nonché i risvolti non scritti della vicenda che sta trattando.

(Villa del Sole, oggi)

Le autorizzazioni degli enti interessati alla gestione del territorio

La soprintendenza rilascia parere favorevole ponendo delle condizioni molto precise. “In fase esecutiva dev’essere predisposto un adeguato progetto di riqualificazione dell’intero giardino, che oggi versa in condizioni di degrado e di abbandono, da sottoporre alla soprintendenza per la dovuta autorizzazione”.

Di questa ulteriore autorizzazione, però, non sembrano esserci tracce. Poi, il responsabile del provvedimento aggiunge: Tutte le essenze arboree che verranno sradicate per la realizzazione del progetto dovranno essere compensate attraverso l’inserimento di nuove essenze arboree autoctone ad uno stadio vegetativo già maturo, la cui piantumazione dovrà, quanto più possibile, precedere l’inizio dei lavori o essere realizzata contestualmente all’inizio dei lavori
Non è esattamente quello che sta avvenendo. I lavori sono iniziati con la distruzione delle piante e non è prevista a breve la loro sostituzione. La messa a dimora delle nuove piante è demandata, infatti, ad un secondo intervento, per un importo di 600.000 euro, il cui finanziamento non è ancora disponibile. Inoltre, dal tenore della risposta al parere richiesto dal comune, sembrerebbe che la soprintendenza non abbia avuto ben presente la vastità dell’intervento distruttivo sulla parte boschiva della Villa. 

Anche la forestale rilascia il suo parere favorevole, ma limitatamente alla mancanza del vincolo idrogeologico per la costruzione dell’asilo e della scuola materna, come richiesto dagli uffici comunali. Però, resta inevasa la legittimità dell’intervento di distruzione dell’area verde.

(Villa del Sole, oggi)

In conclusione

Si redige un progetto che inizialmente viene presentato come manutenzione straordinaria e poi si trasforma in costruzione di una nuova struttura in un’area destinata a verde pubblico attrezzato, dove non sarebbe possibile realizzare nuovi manufatti e dove si verifica una devastazione totale della vegetazione presente. Si aspetta l’ultimo momento per richiedere le autorizzazioni necessarie e si porta il progetto in consiglio a poche ore dalla scadenza, quando non è più possibile prendere visione completa dei vari elaborati ed eventualmente proporre modifiche. Qualche manina non identificata inserisce nella delibera la possibilità di affidare la gestione del nuovo asilo e della scuola materna ai privati, e già circolano voci di una cooperativa impegnata a promettere i futuri posti di lavoro. Si devasta una delle poche ville presenti in città per la creazione di una sessantina di posti tra asilo e scuola materna, quando invece sarebbe stato possibile, con la somma di circa 4 milioni complessivi stanziata per l’attuale progetto, mettere in sicurezza e rendere agibili edifici presenti nel territorio comunale per ospitare centinaia di bambini. Ovviamente, com’è costume della casa politica che ci amministra, il tutto avviene senza alcun dibattito pubblico, senza rilasciare dichiarazioni, senza rispondere alle critiche e alle richieste di chiarimento dell’opinione pubblica.  E’ un paradosso, poi, che Agrigento distrugga un polmone verde in un momento in cui si prepara a ricevere il titolo di “Capitale italiana della cultura 2025”, con un progetto che ha il pilastro fondamentale nello sviluppo sostenibile, che si fonda proprio sulla tutela dell’ambiente e sul risparmio delle risorse limitate come l’acqua e il suolo agricolo.

Ci sono tutti gli elementi per dubitare della buona fede di chi governa la città, dal momento che la lunga strada percorsa da questi uomini di potere è lastricata da cattive intenzioni. Bastano alcuni esempi degli ultimi anni: la vicenda dell’acquisto dei suv, il falso concorso per vigili urbani, la gestione impresentabile del servizio di pulizia della città, l’appalto per la privatizzazione dei parcheggi in centro, le vicende di “Agrigento Capitale della cultura 2025”.

(Com’era la Villa fino a qualche anno fa)

Il confronto con la Villa Garibaldi 

All’inizio di questo articolo ho ricordato il caso di Villa Garibaldi in relazione al quale il 4 settembre del 1949 l’avvocato agrigentino Francesco Macaluso scriveva sul giornale cittadino “Dovere Nuovo”, di cui era direttore e proprietario, un accorato e addolorato intervento riguardante la sua distruzione. Lo trovo estremamente attuale e, mutatis mutandis, sovrapponibile alla vicenda indecorosa della Villa del Sole. Pertanto, ve lo ripropongo.


La distruzione di Villa Garibaldi

“Non risentimento di opposizione ci muove o lievita la nostra critica e la nostra rampogna. Ed insistete a peggio fare perché non avete la virtù delle grandi anime che, riconoscendo un torto, cercano di avvedersi a riparare. Parliamo con voi, signori dell’amministrazione!
Voi avete compiuto un assassinio… Quello della Villa Garibaldi. Ve lo ha anche cantato l’altro ieri “La scopa” e voi rimanete muti perché avete la coscienza del malfatto. Voi avete preparato da tempo il misfatto. La parola “Garibaldi” che per noi repubblicani simbolo di libertà e di giustizia, di dedizione di sacrificio di disinteresse, a voi è ostica. Ed avete pagato a danno della gente per distruggere quella che il commendator Lauricella aveva promesso che non si sarebbe mai toccata: quella, per la quale commendator Lauricella non venne appositamente, come protesta dell’animo suo, a votarne l’assassinio, come lo votarono gli altri consiglieri, oppositori di abbattere compresi.
La Villa Garibaldi apparteneva ai cittadini che oggi assistono doloranti alla sua distruzione.
La Villa Garibaldi appartiene ai cittadini della provincia i quali nelle ore centrali di sosta, vi trovavano ristoro di ombre di riposo.
La Villa Garibaldi era uno dei tanti posti che danno a questa Agrigento, rappresentando il decoro di bellezza singolare. L’avete distrutto e noi preghiamo Iddio che voglia non tener conto delle maledizioni degli uomini di buon senso di cultura, amanti delle tradizioni cittadine. E ciò mentre nessuna città al mondo civile si troverà, nella storia del passato del futuro, un’amministrazione tanto avversa alle Ville, che danno risalto la dignità cittadina; che con i vari toni di verde rappresenta una speranza al futuro: speranze che si ergono in alto verso il cielo per essere più vicini a Dio; speranze che vengono stroncate da coloro che non comprendono e che sono ciechi. E perché poi? Per farne un edificio del genio civile, il quale alle tante altre malefatte opere, che disonorano la provincia, vuol lasciare questo altro monumento approfittando delle incapacità di incoscienza di pochi individui che detengono il potere e non rispettano l’opinione pubblica che si è dimostrata contraria a questa barbarie vandalica, come contraria si è dimostrata la stampa.
Onorevole De Gasperi non basta concedere sussidi di milioni che costano tanto all’Italia. E necessario sorvegliare perché, con tutto il profondo rispetto alle libertà comunali, questi milioni non vengano spesi male”.


Avv. Francesco Macaluso