di Lia Rocco

Quanto pesava un albero sradicato della Villa del Sole?
E una foglia?
E quanto valeva un arbusto attaccato a una zolla di terra della Villa del Sole?
E il nido di una coppia di merli o la tana di una talpa?
Non lo sapremo mai.
Le orazioni civili nascono nell’antichità greca e poi romana.
Hanno una funzione di critica sociale e diventano strumento di partecipazione
a difesa dei valori della cittadinanza.
“Un grumo di erba” – Orazione civile per la Villa del Sole- nasce dalla necessità di
utilizzare la forma del teatro per dire che c’è un altro modo di guardare alla
quotidianità della storia.
Una piccola storia questa.
Una piccola storia di ordinario squallore.
Una piccola storia che merita una Preghiera sotto forma di Orazione.
Agrigento è Aglaura una delle “Città invisibili” di Italo Calvino.
Aglaura è una città sbiadita, senza carattere,
messa lì come viene.
Ma a certe ore, in certi scorci di strade,
vedi aprirtisi davanti il sospetto di qualcosa di inconfondibile, di raro,
magari di magnifico.
Una di queste epifanie, per me, è stata la Villa del Sole.
A un certo punto della mia storia è arrivato l’obbligo di un’ora al giorno di
passeggiata tranquilla.
Ogni mattina, dalle nove alle dieci, mi sono recata al Viale della Vittoria a
passeggiare.
Quasi tremila passi.
E Villa del Sole era il mio scorcio da cui si apriva il magnifico.
Ogni mattina la guardavo dall’alto rivedendo i miei figli Valentina, Emanuela e
Vincenzo rincorrersi allegri e fiduciosi in quello spazio verde.
Una mattina Villa del Sole non c’era più.
Al suo posto un paio di ruspe e un paio di operai.
E il verde distrutto e ammassato.
Violata la Villa del Sole.
Violata la Città.
Violata io con i miei ricordi.
Italo Calvino, ancora lui, ne “Il barone rampante” ci racconta la fine di Ombrosa.
Come Ombrosa Villa del Sole è finita.
Oh, certo, potremmo abbattere questi cubi grigi e senza armonia
costruiti al suo posto; potremmo ripiantare alberi e arbusti e siepi e continuare a
chiamarla Villa del Sole, ma non sarebbe la Villa del Sole.
Villa del Sole è diventata un sogno.
Un sogno da tenere ben custodito nella memoria.
Un sogno da far rivivere nei nostri cuori.
Per Villa del Sole,
un grumo di erba tra la città alta e velata sul colle e il mare africano
la nostra orazione- preghiera civile.

