Le foto testimoniano lo stato indecoroso in cui si trova oggi il Viale della Vittoria, la “passeggiata” di Girgenti, il salotto della città. 

Lo so, queste foto le abbiamo viste circolare da mesi sui social, non sono una novità, hanno stancato tutti.

Si, perché ci siamo abituati a questa normalità fatta di luridume e spazzatura depositata ovunque, di aiuole abbandonate ed erbacce che proliferano ai bordi delle strade e sui marciapiedi.

Non ci facciamo più caso.

Ci accorgiamo della stranezza solo quando qualche turista scandalizzato ci ricorda che quella nostra non è la dimensione di una città civile.

Allora si aprono gli occhi e si dà la stura ai mugugni, per poi tornare, subito dopo, alla nostra tradizionale indolenza mediterranea. 

Da qualche tempo, però, stiamo superando ogni limite: la città è sempre più sporca e abbandonata, financo nella sua zona più signorile, mentre le periferie sono semplicemente un enorme immondezzaio. 

Tutto questo avviene a fronte di importi della Tari (Tassa sui Rifiuti) che collocano Agrigento tra le città più care d’Italia. Nel 2021 la nostra città è l’ottava più cara in Italia, con un importo pro capite a carico dei cittadini di 428 euro. Considerando l’aumento del 2022 è quello annunciato per il 2023, ci sono i margini anche per un’ulteriore scalata di questa classifica beffarda. Si, perché sembra una classifica al contrario, una burla in danno agli utenti: le città nelle quali la tassa sui rifiuti è più cara sono anche le più sporche; le città più efficienti e più pulite, invece, riescono ad addebitare ai loro cittadini una Tari più leggera. 


Al primo posto, con la tassa più cara, a poca distanza da Agrigento, c’è Catania, dove la raccolta differenziata è ferma al 14,5% e, quindi, con un costo elevatissimo del servizio per lo smaltimento dei rifiuti in discarica.

Non si capisce, però, come sia possibile che Agrigento, che stando alle statistiche diffuse dal comune viaggia attorno al 70% di raccolta differenziata, si trovi tra le città più care. La raccolta differenziata, infatti, dovrebbe sortire un doppio effetto benefico per le casse comunali: da un lato abbattere i costi di trasporto dei rifiuti e di conferimento per lo smaltimento dei materiali indifferenziati nelle già sature discariche siciliane; dall’altro consentire un introito addizionale per il bilancio comunale derivante dalla vendita delle materie prime seconde, cioè dei materiali riciclati (carta, vetro, plastica, metalli, umido per produrre compost, materiali elettronici, batterie, lampade, legno).

Ma le opacità della gestione agrigentina non si fermano qui. Periodicamente il comune, invece di richiamare le ditte incaricate ad eseguire correttamente i lavori, ricorre ad incarichi extra per l’esecuzione di attività che sono già comprese nel capitolato (pulizia delle strade, rimozione di piccole discariche, scerbatura di aiuole e marciapiedi, lavaggio con idropulitrici, spazzatura meccanizzata) e che, comunque, non migliorano lo stato di decoro complessivo della città.

Da ultimo, la giunta comunale ha deliberato lavori ulteriori per il “potenziamento del servizio estivo di pulizia” per un importo di 200.000 euro, mentre per la “pulizia straordinaria e lavaggio del viale della Vittoria” è stato previsto l’importo decisamente sproporzionato di 25.000 euro. 

Ripeto: si stanziano 25.000 euro solo per la pulizia straordinaria e il lavaggio (già compreso nel contratto base tra i servizi da eseguire a perfetta regola d’arte) di una via della città. 

Ad oggi, comunque, sia del potenziamento dello spazzamento che della pulizia straordinaria del Viale non c’è traccia. 

Delle due l’una: o siamo governati da persone così incapaci e incompetenti da sfiorare l’insipienza assoluta; oppure, siamo di fronte ad una “regalia” alle imprese interessate, che presuppone uno scambio di favori che può essere di varia natura: posti di lavoro per gli amici (molto utili per le clientele elettorali), contributi elettorali ai partiti (si sa, la politica costa), contributi ad personam ai capibastone e altro ancora (qui lascio libera la fantasia di ognuno). 

A questi legittimi dubbi, naturalmente, il sindaco Franco Miccichè, come suo solito, non darà alcuna spiegazione.

I cittadini traggano da soli le logiche conseguenze.