di A. Gatto

Cari amici di Bacabac, la recente pubblicazione di un articolo su Grandangolo ha suscitato in questi giorni un vivo interesse nel mio ambiente.
Si legge su Grandangolo: “Il Comune di Agrigento sta istituendo, per la prima volta in città, la Colonia felina. Si tratta del riconoscimento del ruolo dei gatti nel nostro ecosistema faunistico. Il legislatore nel 1991 ha definito e identificato le colonie feline come gruppo di gatti (minimo due), che vivono in libertà e frequentano abitualmente lo stesso luogo, sancendone la natura di patrimonio indisponibile dello Stato. La competenza è stata demandata alla Pubblica Amministrazione che è responsabile della sua gestione e protezione. Gli animali non possono essere rimossi da dove si trovano o spostati. La cattura dei gatti delle colonie feline che vivono in stato di libertà, infatti, è consentita solo per la sterilizzazione e per motivi sanitari.”
Sapere di essere ‘patrimonio indisponibile dello Stato’, ci riempie di orgoglio e di qualche comprensibile timore.
Nei giorni successivi alla pubblicazione di questo articolo ha cominciato a circolare il testo di un non meglio precisato Comitato Rivoluzionario, riconducibile agli ambienti meno evoluti e responsabili dei miei simili, bande di malriusciti e sediziosi che negli angoli più bui della città tessono trame, sognano cospirazioni, trescano complotti con altre specie animali, costruiscono visionari scenari postrivoluzionari dove agli umani non addomesticati provvede il sedicente Comitato. Il testo, che ha un’intonazione incerta fra il comunicato burocratico e il genere del trattatello utopistico, sembra a volte fare il verso alla nota del Comune.

Ecco un passaggio del testo del Comitato Rivoluzionario, che annuncia fra l’altro l’istituzione di una Colonia umana protetta: “Noi chiederemo a quei gatti che si occupano di queste colonie di prenderne gli esemplari e portarli al nostro centro igienico convenzionato. Lì procederemo gratuitamente a registrarli all’anagrafe umana, sterilizzarli e microchipparli. Il gatto che se ne occupa verrà indicato come responsabile della colonia umana dove li riporterà per restituirli all’ambiente in cui solitamente vivono”.


Seguono delle precisazioni sul tema della sterilizzazione, vivamente raccomandata per la catastrofica espansione demografica della specie umana protrattasi nei due secoli che precedono l’insurrezione. Si ribadisce nel testo che la castrazione o altre forme di sterilizzazione procurano agli umani molti vantaggi: durante i loro amori disordinati infatti aumenta pericolosamente la violenza, che diventa a volte omicida fra i maschi e dei maschi nei confronti delle femmine; inoltre gli accoppiamenti sono fonte di malattie infettive, spesso contagiose, e molti dei loro infanti che vivono per strada non sanno procurarsi il cibo e conducono brevi, miserabili esistenze. Si cerca di dimostrare come la castrazione degli umani offra numerosi vantaggi e solo qualche trascurabile inconveniente, come una vistosa tendenza all’obesità.
Soprattutto viene descritta la positiva mutazione antropologica indotta dalla castrazione che rende gradevole la presenza umana domestica per i gatti (o i cani) che ne accolgono qualche esemplare. Si legge nel testo che ” gli umani sterilizzati non emettono più suoni e odori sgradevoli durante l’atto sessuale e diventano mansueti, interessati solo ad ascoltare musica, leggere libri, guardare la tv“. Si spiega come la castrazione li renda favorevolmente inclini ad occuparsi di noi.

Ora, si tratta con tutta evidenza di autentici spropositi, deliri da disperati, peraltro non nuovi, che sembrano tuttavia diffondersi più rapidamente con la pandemia e la conseguente scarsità di cibo. Arcaiche pulsioni forse, che hanno radici nei nostri lunghi sogni d’estate e in una vostra letteratura di scarto. Provocazioni di minoranze che non si rassegnano al vostro incontrastato potere (quella miserabile creatura che vi sta sfidando farà una brutta fine, come tutte quelle che finora l’hanno preceduta).


Tuttavia mi sembra doveroso, nel segno della nostra fedele sottomissione, darvi notizia di ciò che avviene nelle derelitte periferie degli insubordinati: sappiamo del consenso che il comunicato suscita fra molti pennuti che svolazzano con gusto nell’aria meno inquinata e di loschi incontri di miei simili con i capi di una tumultuante orda di topi a nord della città e con alcuni esponenti di un vostro Fronte Combattente Animalista, traditori della vostra specie, marginali profeti di sciagure vagheggianti la fine del vostro dominio, che alimentano le sacche del sovversivismo fra le specie sottomesse e che affermano ormai apertamente l’incompabiltibilità della specie umana con l’attuale ecosistema.


Ringraziando l’Amministrazione a nome della maggioranza dei miei simili residenti in città per il progetto della Colonia felina, non posso tuttavia non osservare come quel riferimento alla nostra sterilizzazione nell’articolo citato di Grandangolo offra il fianco alla propaganda sovversiva.
Come potete facilmente immaginare infatti l’intera comunità dei miei simili soffre da molte generazioni, grosso modo da quando vi siete consegnati al dominio della Tecnica, di turbe e nevrosi legate al complesso di castrazione. Complesso ancora più difficile da superare se si pensa alla promiscuità dei nostri rapporti sessuali e all’irrilevanza della figura paterna nella nostra formazione.

Confidiamo nella tradizionale inefficienza della Amministrazione umana per la vanificazione dei vostri propositi. Sappiamo inoltre che se nella vostra onnipotenza non c’è misericordia, c’è però quel tanto di ragionevolezza e buon senso per riconoscere come non minacciosa per la specie umana la nostra spontanea proliferazione. Utile, al contrario, necessaria, come sapete bene.
Le orde in tumulto dei topi nelle vostre discariche minacciano da sempre di invadere la città, e la nostra presenza diffusa nel territorio è da sempre un presidio, una efficace risorsa di dissuasione.
I miei simili che cospirano, che vaneggiano di insurrezioni con topi, cani, uccelli, scimmie e con i vostri profeti apocalittici, sono solo ’quattro gatti’ come dite voi, forse con eccessiva semplificazione.
Minoranze impotenti, è vero, ma solo grazie alla nostra naturale proliferazione di gatti di strada e al nostro leale riconoscimento della vostra Signoria. Diciamo la verità: a quelle colonie di castrati sazi di cibo le masnade di topi invasori farebbero soprattutto una enorme impressione. E anche a me.

Viene fatto circolare nella versione on line del comunicato anche un video drammatico e vergognoso che mostra un grosso topo mentre insegue un gatto obeso lungo una strada di città.
Le allusioni a diserzioni di massa dal nostro presidio presenti nel testo del sedicente Comitato Rivoluzionario sono ovviamente solo espressioni della velenosa, minoritaria propaganda sovversiva dei sottomessi.

Di Bac Bac