di Franko Laudani

foto di Tano Siracusa

 

“Non c’è pace. Arrivando, a ogni incrocio ho trovato resti di fuoco e croci innalzate (A morte Kabila) a protesta contro il SILENZIO (complicità) dello Stato per le uccisioni/stragi perpetrate a Beni e dintorni di Butembo, sotto gli occhi dell’autorità ! Un giorno dopo una “allerta” tutti i magazzini hanno chiuso e la gente si è ammassata disposta a tutto: ugandesi e rwandesi vogliono introdurre il terrore per vuotare il territorio e occuparlo. A Kinshasa stanno cercando una via per un “dialogo” per non causare una guerra: non si vuole Kabila per il terzo mandato, ma le ELEZIONI. Questo il clima teso del Congo. Lunedi 5 sett. da Butembo con un taxi parto per Bunia: sei ore di danza (seduto) sulle nostre strade di terra. A un certo punto si deve cambiare direzione perché le buche sono enormi e non si può passare. Alle porte di Bunia c’è un ponte rotto: file di camion da una parte e dall’altra. Ci si avventura sui prati (meno male che qui non c’è foresta) e si riesce a passare il fiume in acqua, per fortuna ancora bassa. Ed ecco martedi da Bunia con un piccolo aereo MAF alle 11h arrivo finalmente a Mungbere. Bella accoglienza … poi rendiconto dei lavori fatti … e quindi visita alla sede delle Magistrali. Primi contatti con i direttori … e previsione dei lavori da fare. Prima di tutto disboscare la strada che porta alla residenza degli studenti pigmei: è diventata impossibile per il fango; vi abbiamo lavorato una settimana intera perché finalmente il sole potesse penetrarvi. Nel terreno ai lati vi faremo un campo per le colture più necessarie e quotidiane (manioca, banane). Gli studenti per adesso devono adattarsi … il materiale comprato è ancora per strada e non sappiamo quando arriverà a Mungbere. Qui la fretta bisogna toglierla dal vocabolario.”

Scriveva così padre Franko Laudani, missionario Comboniano, in una lettera di quattro anni fa. Pubblichiamo oggi una sua mail dal Congo dove è da poco rientrato. Destinazione Yanonge. Il presidente non è più Kabila, ma rimangono in quel tormentato paese miseria, corruzione, ingiustizia.

Kisangani  26/11/2020

Carissimi eccovi qualche notizia, come voi vi attendete.  Sono ancora per strada, dal 14 nov. scorso.

Partenza da CT, sosta a Roma, sosta ancora a AddisAbeba, finalmente a Kin. All’arrivo a Kinshasa ho evitato un altro tampone all’aeroporto (= 50$ in meno) perché domenica e nessuno dei tecnici era sul posto …; sorpresa: nessuno mi aspettava e dunque un taxi pubblico (normalmente 25$ ma io non lo sapevo) l’ho pagato 40 + 10$ (il prezzo del tampone non fatto). Ancora tre ore di traffico: sia il taxista che io ci addormentiamo in macchina – la gente sulla strada ci sveglia: “Ehi andate avanti!”- si arriva alla casa provinciale. Ah, devi fare la quarantena … campa cavallo! Preferisco farla a Kisangani: per poter viaggiare, un altro tampone (30$ – grazie a Dio ancora negativo); partenza da casa alle 4.30h- volo complicato per partire (8.30h) … e più complicato per recuperare le valigie (senza nastro!); finalmente a casa (15h). Siamo vicini ormai a Yanonge (70 km). Ma sono deciso a non rientrare senza le lamiere per il tetto della direzione scolastica (72 mancanti): se il famoso ingegnere mi ha imbrogliato lo porto alla polizia! Scoperta: andiamo ad incontrare il padrone del magazzino: scomparso! Perché? Finalmente il suo camion di 15 metri – sette assi – è arrivato ieri, dopo cinque mesi in strada da Butembo a Kisangani (650 km): una massa di avvoltoi lo attende per varie tasse da fargli pagare: doganali (? nello stesso Paese!) – ANR (polizia di controllo) – DGM (immigrazione) etc…  Le lamiere (in attesa da 4 mesi) sono lì dentro: meno male. Si aspetterà qualche giorno ancora e poi potrò rientrare a Yanonge, spero. Ma oggi sciopero dei commercianti: tutto chiuso per tre giorni.

Finalmente la gente si sveglia, perbacco! Sempre a subire soprusi! “Paghiamo le tasse e le strade sono  impossibili”.  Speriamo che riescano a ottenere qualcosa: la corruzione, nella gerarchia politico-amministrativa, è di moda/costume in Congo!

Tshisekedi (il presidente) ha fatto in questi giorni delle consultazioni … speriamo che cambino modo di governare, per servire il popolo, e non la mangiatoia personalista. Son contento, anche se tarderò ancora a Kisangani. Se il popolo non si sveglia, abbiamo lavorato invano! Lo stesso mi aspetta a Yanonge: svegliare la popolazione per fare la la loro parte per completare la Scuola Comboni, e non aspettarsi che tutto cada dall’alto! Viviamo di questa speranza e ci impegneremo su questa linea. 

Grazie a tutti voi per la vostra solidarietà. Non ho potuto salutare tutti personalmente: non volevo forzare “la paura dell’incontro”; mi scuserete per piacere. Certo voi in Italia state vivendo una grande prova, come del resto nel mondo intero, che pena! Grazie a Dio qui siamo più tranquilli: negli uffici pubblici ti richiedono la “mascherina”, ma nel resto della vita pubblica, mercati affollati, scuola: senti le grida dei ragazzi, tutto continua nella normalità, riunioni; ieri qui c’è stata una festa familiare per il diploma ottenuto, e così via; quale fortuna di fronte a questo nemico “invisibile”, qui quasi assente! Grazie Signore.

Ora ci prepariamo al NATALE: sarà un Avvento impegnativo. Alla crêche/presepio quest’anno il Bambino Gesù a Yanonge non sarà più con la testa “rotta”, sarà un BAMBINO NUOVO  di zecca! (mi ha occupato tanto spazio in valigia), ma LO potremo mostrare in giro per la chiesa ai fedeli, che saranno certamente pieni di gioia, specialmente i bambini. Anche l’occhio vuole la sua parte! Grazie a voi.                             

Aspetto proprio con ansia di calcare di nuovo la sabbia di Yanonge, di far sentire la mia voce in kiswahili (la loro lingua), di battagliare per far crescere, gridare (sono un po’ sordo!) per svegliare chi dorme e non collabora, vedere il sorriso gioioso dei bambini che passano dalla nostra casa, prima di andare a scuola, chiedendo “mope, ligomba!” (un frutto succoso come una mela, di cui ci sono alberi in missione): li lasci entrare a cercare qualche frutto caduto perché maturo, probabilmente sarà la sola colazione che avranno fino a sera, che gioia.  Vedere la gente, stare con la gente senza paura, che fortuna!  Vivo già questa gioia anche se mi aspetta tanto lavoro. Ringrazio il Signore per l’energia che mi dà ancora; terminerò questo impegno a Yanonge, nell’attesa di nuova destinazione: spero nella comprensione dei Superiori per un “vecchio” di quasi ottant’anni, per farmi ritornare tra i pigmei di Mungbere. Con soddisfazione ho potuto incontrare il nostro Jacques, universitario pigmeo, che ha terminato il 1° ciclo con 59,4% e inizia il 4° anno (gli resterà il 5° più la tesi), e avere la notizia di altri due Finalisti pigmei diplomati (D6) e uno all’Istituto medicale (assunto adesso al servizio nell’ospedale di Mungbere). Non abbiamo lavorato invano !

Spero nelle vostre preghiere e vi assicuro le mie e dei cristiani ai quali racconterò della vostra generosità.

Accogliete il mio saluto e la mia gratitudine.  Grazie di fare famiglia col popolo congolese. Un abbraccio nel Signore benedicente tutti noi.

Vs P. Franko/Francesco. P. Franko

Di Bac Bac